Questa storia è cominciata nel 2003, intorno ad una ricca tavola, imbandita con cura. Investito dell’incarico di realizzare un albergo in un’area irripetibile per la sua bellezza, mi sono subito posto il problema di come utilizzare al meglio l’opportunità di costruire in un contesto naturale così esclusivo. Quanto assimilato durante l’adolescenza trascorsa tra le campagne pugliesi è all’occorrenza riemerso e così la rilettura dei volumi, dei materiali, dei colori, dei rapporti di luce e ombre, le proporzioni delle architetture di questi luoghi così intensi, hanno ispirato questo progetto. Per salvare il patrimonio arboreo, ho scomposto la struttura alberghiera in più corpi di fabbrica. Questo mi ha consentito anche di ottenere tipologie edilizie tipiche del luogo, di ridurre l’impatto volumetrico, di realizzare moduli energeticamente autonomi.Ogni masseria ha dalle sei alle otto camere, tutte dotate di giardino di pertinenza esclusiva o terrazza.I vani sono stati realizzati su moduli predefiniti assemblabili e assemblati con apparente casualità proprio per ricostruire le tipologie derivate dalle architetture spontanee dove i volumi, sempre regolari, venivano a stratificarsi con le sopravvenute esigenze.

 


 

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